Don Giovanni – Perplessità per Don Giovanni

by Roberto Iovino (GdM)

«Applausi calorosi ai cantanti, contestazioni più o meno sonore alla regia. Questo il responso del pubblico, ieri sera al Carlo Felice, per l’inaugurazione della stagione con “Don Giovanni” di Mozart presentata in un nuovo allestimento del teatro genovese con la regia di Davide Livermore, le scene di Santi Centineo e la direzione d’orchestra di Julia Jones. Livermore ha ambientato la storia di Don Giovanni in una periferia degradata d’oggi. Ha voluto scene spoglie e costumi senza tempo e ha puntato su un libertino corrotto, violento, non a caso vestito quasi come in “Arancia meccanica”. Il mito di Don Giovanni, in effetti si presta a riletture varie, oniriche o crudamente realistiche. Livermore ha intuizioni interessanti: moltiplica le Elvire (gravide) a simboleggiare le tante ragazze sedotte e abbandonate in giro per il mondo, mostra nel fondo della scena la violenza a Donna Anna mentre questa racconta l’aggressione a Don Ottavio, rende duramente il tentativo di stupro ai danni di Zerlina. Scelte discutibli, ma sostenibili. Il problema è che si oscilla di continuo fra scene smaccatamente “melodrammatiche” (e parodistiche) nella loro finzione e un preteso realismo di stampo cinematografico, ottenendo una lettura, alla fine, squilibrata e più marcatamente comica. La direzione di Julia Jones, abbastanza puntuale, non riesce tuttavia ad aver ragione di una partitura incredibilmente ricca di sfumature, di morbido lirismo, ma anche di aggressività e violenza. Ottimi i cantanti dalle voci impeccabili e dalla presenza scenica ineccepibile. Si è ammirato Erwin Schrott in Don Giovanni, ha pienamente convinto Nicola Ulivieri in Leporello. Una piacevolissima sorpresa è stata costituita dal tenore Francesco Meli, Don Ottavio dalla voce elegante e calda. E poi le donne con l’eccellente Ildiko Komlosi (Donna Elvira), Svetla Vassileva (Donna Anna) e Marina Comparato (Zerlina). Completavano Ilya Bannik e Alex Esposito. Prima dell’inizio dello spettacolo tutte le masse artistiche con sovrintendente e direttore artistico, sul palco, hanno protestato contro i tagli al FUS.»

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