E intanto Erwin Schrott dà voce a Mefistofele

by Marco Andreetti (Corriere della Sera, 4th May 2009)

«A Santa Cecilia è arrivato Mefistofele: cioè il basso uruguayano Erwin Schrott. È lui la guest star dei concerti diretti da Antonio Pappano nei quali canta il Prologo dal «Mefistofele» di Boito. Il program­ma è completata dalla prima Sinfonia di Beetho­ven e dal «Te Deum» di Verdi. «I ruoli demoniaci m’intrigano molto – dice il basso – . Un po’ per in­clinazione vocale, perché i demoni hanno sem­pre una voce scura, e un po’ perché la parte del ‘cattivo’ risulta spesso quella più divertente e sfaccettata, aperta a una moltitudine di interpreta­zioni personali».

Già protagonista tre anni fa a Santa Cecilia nel­la «Damnation de Faust» di Berlioz sempre diret­to da Pappano («Siamo molto in sintonia, è una persona genuina dall’entusiasmo contagioso con cui imparo molto ma divertendomi e non è cosa da poco!») Schrott è tornato ancora nei panni di un Diavolo, questa volta tutto italiano: «Sebbene entrambi trasposizioni dal ‘Faust’ di Goethe, so­no molto diversi tra loro dal punto di vista psico­logico. Ho affrontato l’intero ruolo di Berlioz an­che al San Carlo di Napoli, una strana creatura che irrompe dal nulla e distrugge le vite di Faust e Marguerite repentinamente, riuscendo nel frat­tempo a strappare anche qualche risata. Invece inizio solo ora a conoscere il Mefistofele di Boito, che sfida un potere superiore quasi per noia».

L’opera di Arrigo Boito – letterato e musicista della Scapigliatura milanese che scrisse per Verdi i libretti di «Otello» e «Falstaff» – andò in scena alla Scala il 5 marzo 1868 e si apre con il prologo in cielo dove Mefistofele nel recitativo «Ave Si­gnor, perdona» annuncia di volere trarre in tenta­zione Faust: «Quasi non ha dubbio della sua vitto­ria… e poi invece fa la stessa fine di Don Giovan­ni!», spiega Schrott, 36 anni, fisico possente, vo­ce e carisma che lo rendono uno dei cantanti più richiesti oggi per interpretare il mitico seduttore mozartiano. Il cantante aprirà la prossima stagio­ne della Scala con un altro personaggio tutto sex appeal, l’Escamillo di «Carmen» e vi ritornerà nel­la stessa stagione ancora con «Don Giovanni» e «Les Contes d’Hoffmann». Schrott è sposato con il soprano russo Anna Netrebko, la star in assolu­to più richiesta e pagata oggi nel mondo della liri­ca. Il loro figlio Tiago Aruã è nato lo scorso set­tembre a Vienna e i giornali rosa austriaci hanno fatto a gara per accaparrarsi in copertina le foto insieme al bambino; intelligenti, belli, bravi, a ve­derli sembrano gli Angelina Jolie e Brad Pitt della lirica, questo mese sono anche su «Vanity Fair»: «Non ho nemmeno il tempo per preoccuparme­ne più di tanto, preferisco focalizzarmi sulla musi­ca», commeta Schrott e intanto, dopo il «Don Gio­vanni », tutti sperano di poterli sentire ancora can­tare insieme in un’opera: «Non dipende solo da quello che io o lei vogliamo fare, ma anche da quello che le nostre voci, maturando, ci consenti­ranno di cantare, e non lo dico con rassegnazio­ne, ma con molta curiosità».»

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